... mi sa che le nubi che oramai ci privano del calore del sole,
non ci sono più nemiche,
questo cielo cupo, questa nebbia fitta
sono solo araldi ad annunciare, che finalmente, i tempi di pace sono finiti...
c'è un esercito che preme ai confini, spie, guerrieri e stregoni...
se guerra dev'esser che guerra sia...
ho penne affilate, scudi di carta e parole come cannoni!
lunedì 22 febbraio 2010
mercoledì 30 dicembre 2009
lunedì 23 novembre 2009
... e poi ci sono giornate come questa, in cui sei sopravissuto, nonostante gli impegni ed i pensieri,
giornate in cui torni a casa, ti prepari la cena e ti godi il silenzio, il fuoco ed un libro.
Guardo i miei uomini, ne sento il vociare, ne percepisco l'irrequietezza e quel senso di disapprovazione per la mia inedia.
Negli anni, ho imparato a sorvolare sulla disapprovazione altrui, a volte intestardendomi su una scelta sbagliata, sempre che esistano delle scelte veramente giuste, quindi, senza dar troppo bado al pensiero altrui, continuo per la mia strada, tenendo d'occhio la truppa, senza far vedere che di tanto in tanto, un dubbio ce l'ho anch'io.
Butto giù due righe, così, tanto per fare, anche se non è mai veramente così, concedo un paio di pensieri ad una faccenda che ritengo importante, se non altro per avvicinarmi di un altro passo a dove devo arrivare, ma senza fretta, cazzeggiando empiricamente.
Mi piango un po' addosso, ma più per abitudine che per un vero moto di tristezza, quindi smetto subito deluso dall'assenza di patos.
Torno a stendermi sul divano, ascolto per qualche istante la stufa che scricchiola il suo calore, assaporando la quiete che mi circonda, mi immergo nuovamente nella lettura, aspettando che i miei occhi decidano per me l'ora di andare a dormire.
giornate in cui torni a casa, ti prepari la cena e ti godi il silenzio, il fuoco ed un libro.
Guardo i miei uomini, ne sento il vociare, ne percepisco l'irrequietezza e quel senso di disapprovazione per la mia inedia.
Negli anni, ho imparato a sorvolare sulla disapprovazione altrui, a volte intestardendomi su una scelta sbagliata, sempre che esistano delle scelte veramente giuste, quindi, senza dar troppo bado al pensiero altrui, continuo per la mia strada, tenendo d'occhio la truppa, senza far vedere che di tanto in tanto, un dubbio ce l'ho anch'io.
Butto giù due righe, così, tanto per fare, anche se non è mai veramente così, concedo un paio di pensieri ad una faccenda che ritengo importante, se non altro per avvicinarmi di un altro passo a dove devo arrivare, ma senza fretta, cazzeggiando empiricamente.
Mi piango un po' addosso, ma più per abitudine che per un vero moto di tristezza, quindi smetto subito deluso dall'assenza di patos.
Torno a stendermi sul divano, ascolto per qualche istante la stufa che scricchiola il suo calore, assaporando la quiete che mi circonda, mi immergo nuovamente nella lettura, aspettando che i miei occhi decidano per me l'ora di andare a dormire.
sabato 21 novembre 2009
Confuso e distratto
quasi perpendicolare.
Camminando su sentieri ghiacciati,
tra il vuoto e la parete,
con vestiti logori e stretti,
in mezzo a fiamme che di tanto in tanto riescono ancora a lambirmi.
Ancora una volta, il mio miglior amico è il silenzio
che con il suo frastuono
mi culla nel tepore di braci sopite.
... e per una volta,
per un'unica volta nella vita,
avrei voglia di spezzarmi.
quasi perpendicolare.
Camminando su sentieri ghiacciati,
tra il vuoto e la parete,
con vestiti logori e stretti,
in mezzo a fiamme che di tanto in tanto riescono ancora a lambirmi.
Ancora una volta, il mio miglior amico è il silenzio
che con il suo frastuono
mi culla nel tepore di braci sopite.
... e per una volta,
per un'unica volta nella vita,
avrei voglia di spezzarmi.
martedì 17 novembre 2009
E' attrito di primo distacco,
sempre avuto difficoltà a superarlo,
sei lì, che tutto è pronto, l'esercito schierato,
le armi oliate, lucide, scintillanti.
Posso quasi immaginarmi, sulla sommità della collina
a contemplare la grandezza e a gustare la potenza di quello che mi fa vibrare le mani,
il fremito che percorre gli uomini,
l'elettricità che rende densa l'aria.
... e non è la paura di cadere,
o il credere di non essere capaci di rialzarsi...
piuttosto una forma di pigrizia,
la perdita dell'abitudine,
il semplice lasciarsi trasportare dai giorni,
senza la voglia di prendere le redini,
fissare lo sguardo ed iniziare la Guerra.
sempre avuto difficoltà a superarlo,
sei lì, che tutto è pronto, l'esercito schierato,
le armi oliate, lucide, scintillanti.
Posso quasi immaginarmi, sulla sommità della collina
a contemplare la grandezza e a gustare la potenza di quello che mi fa vibrare le mani,
il fremito che percorre gli uomini,
l'elettricità che rende densa l'aria.
... e non è la paura di cadere,
o il credere di non essere capaci di rialzarsi...
piuttosto una forma di pigrizia,
la perdita dell'abitudine,
il semplice lasciarsi trasportare dai giorni,
senza la voglia di prendere le redini,
fissare lo sguardo ed iniziare la Guerra.
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