lunedì 23 novembre 2009

... e poi ci sono giornate come questa, in cui sei sopravissuto, nonostante gli impegni ed i pensieri,
giornate in cui torni a casa, ti prepari la cena e ti godi il silenzio, il fuoco ed un libro.

Guardo i miei uomini, ne sento il vociare, ne percepisco l'irrequietezza e quel senso di disapprovazione per la mia inedia.
Negli anni, ho imparato a sorvolare sulla disapprovazione altrui, a volte intestardendomi su una scelta sbagliata, sempre che esistano delle scelte veramente giuste, quindi, senza dar troppo bado al pensiero altrui, continuo per la mia strada, tenendo d'occhio la truppa, senza far vedere che di tanto in tanto, un dubbio ce l'ho anch'io.

Butto giù due righe, così, tanto per fare, anche se non è mai veramente così, concedo un paio di pensieri ad una faccenda che ritengo importante, se non altro per avvicinarmi di un altro passo a dove devo arrivare, ma senza fretta, cazzeggiando empiricamente.

Mi piango un po' addosso, ma più per abitudine che per un vero moto di tristezza, quindi smetto subito deluso dall'assenza di patos.

Torno a stendermi sul divano, ascolto per qualche istante la stufa che scricchiola il suo calore, assaporando la quiete che mi circonda, mi immergo nuovamente nella lettura, aspettando che i miei occhi decidano per me l'ora di andare a dormire.

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