martedì 28 luglio 2009

Fumo,
a lente volute,
filamenti vaporosi si levano stanchi.
Brace e cenere
lentamente mi consumamo.
Inebriandomi di nebbia e catrame.

lunedì 27 luglio 2009

Caduto,
con la sensazione che ti sia stato portato via qualcosa,
ancora una volta.
Fragile e feroce.
Confuso.
Il fiato che manca.
Le mani tremano un po'.
So che è solo un momento, poi passerà, ma ora, in questo momento, tutto il mio universo, tutto quello che sono, si condensa in queste sensazioni.
Scendo di nuovo, ancora una volta nelle profondità dell'abisso, ed accarezzo l'idea di passeggiare per quelle lande, dove la possibilità di riscatto sembra un miraggio lontano, passo dopo passo in questa terra sterile che ben conosco, dove lo sguardo è interrotto solo dai sogni infranti che giacciono come meteore spente, corpi celesti che hanno esaurito la loro carica.

Passerà, so che passerà.
So anche che c'è chi mi sgriderà per queste parole e che poi mi perdonerà, ben sapendo che sono parte del mio modo di essere, il mio piccolo rifugio.

Scruto il lago della mia tristezza, accarezzando il mio fallimento, cercando il fervore, ma lo sento distante ed ovattato, alzo lo sguardo verso il ciglio distante e prego che questi istanti si consumino in fretta e che una nuova stella sorga ad indicarmi il sentiero, ma per ora rimango qui, assieme ai miei pensieri più cupi, alimentando questa ferocia che divora i miei pensieri e prolifica di rancore, il rancore che provo verso me stesso e verso la mia incapacità di scegliere ciò che è meglio per me.

Ancora una volta, abbasso le braccia lungo i fianchi, ed avanzando, un passo dopo l'altro mi immergo e lascio che questo fluido nero mi entri nei polmoni, mi spezzi il respiro e mi trascini via, nelle profondità della mia anima, mutilata ed imperfetta.

lunedì 20 luglio 2009

A volte mi sembra di essere l'unico coglione che si fa tremila seghe mentali prima di ogni sua azione,
poi magari capita che invece segua impulsi del tutto spontanei.
Quello che è vero, è che sono proprio stufo di farmi tenere in scacco da sensazioni che spesso sono io
a generare.
Buffo, invece, è stato il mio finesettimana, fuori dal mondo sotto certi aspetti, mentre sotto altri,
ero immerso in un ambiente familiare che mi da certezze e tranquillità.
Ho rivisto mio fratello e Marijana, siamo stati insieme, abbiamo parlato, abbiamo scherzato e siamo stati bene in tranquillità, nonostante quello che è successo a loro, nonostante i miei nervosismi.

Continuo a credere che la responsabilità del nostro benessere, sia completamente nelle nostre mani, ognuno per se stesso e che ogni volta che scarichiamo la colpa su qualcunaltro, ci allontaniamo un po' di più da noi stessi e perdiamo terreno sulla nostra capacità di azione.

Ma credo anche che certe volte incrociamo persone che ci mettono alla prova, nel bene e nel male e che certe volte si debba prendere decisioni precise ed affilate ed agire con fermezza, senza preoccuparsi delle conseguenze.

Nel frattempo torno al lavoro, che bene o male, ho imparato che la creazione, in ogni sua forma, mi tiene insieme e mi permette di andare avanti.

Respiro a fondo, e faccio.

mercoledì 15 luglio 2009

Sono le parole che piovono,
mentre la morte mi accarezza.
Freddo ed impuro,
mi avvolgo della mia fredda perplessità.
Mi stringo a preconfezionate sensazioni,
provando ciò che credo di dover provare.
Solo ed incerto,
percorro sentieri spesso vani.
Ti stringo di affettuosi pensieri.
Entità di due
... quasi tre.

Continuate il Vostro viaggio.
Io Vi Prego.

Stella cadente.
Ritorna.

... e resta.

domenica 12 luglio 2009

Un po' di silenzio.
Nella stanza,
nella mente.
Preparo le valigie e sfioro la penna.
Temprato, ancora una volta nella solitudine di una domenica apparentemente perfetta.

Mi guardo attorno ed ancora una volta percepisco quel vuoto che non riesco a colmare.
Enorme.
Disarmante.
E non è raro che mi chieda se non varrebbe la pena di arrendersi, anche solo per smettere di sognare o sperare.

Cambierò, ancora, cercando quell'identità che mi filtra tra le dita, che non riesco ad afferrare,
di cui intravedo solo opachi riflessi.

Forse pretendo troppo,
o forse quello che cerco non esiste,
ma quest'ultima cosa non riesco ad accettarla,
non riesco ad arrendermi,
e forse
l'errore
è proprio questo.