... e poi ci sono giornate come questa, in cui sei sopravissuto, nonostante gli impegni ed i pensieri,
giornate in cui torni a casa, ti prepari la cena e ti godi il silenzio, il fuoco ed un libro.
Guardo i miei uomini, ne sento il vociare, ne percepisco l'irrequietezza e quel senso di disapprovazione per la mia inedia.
Negli anni, ho imparato a sorvolare sulla disapprovazione altrui, a volte intestardendomi su una scelta sbagliata, sempre che esistano delle scelte veramente giuste, quindi, senza dar troppo bado al pensiero altrui, continuo per la mia strada, tenendo d'occhio la truppa, senza far vedere che di tanto in tanto, un dubbio ce l'ho anch'io.
Butto giù due righe, così, tanto per fare, anche se non è mai veramente così, concedo un paio di pensieri ad una faccenda che ritengo importante, se non altro per avvicinarmi di un altro passo a dove devo arrivare, ma senza fretta, cazzeggiando empiricamente.
Mi piango un po' addosso, ma più per abitudine che per un vero moto di tristezza, quindi smetto subito deluso dall'assenza di patos.
Torno a stendermi sul divano, ascolto per qualche istante la stufa che scricchiola il suo calore, assaporando la quiete che mi circonda, mi immergo nuovamente nella lettura, aspettando che i miei occhi decidano per me l'ora di andare a dormire.
lunedì 23 novembre 2009
sabato 21 novembre 2009
Confuso e distratto
quasi perpendicolare.
Camminando su sentieri ghiacciati,
tra il vuoto e la parete,
con vestiti logori e stretti,
in mezzo a fiamme che di tanto in tanto riescono ancora a lambirmi.
Ancora una volta, il mio miglior amico è il silenzio
che con il suo frastuono
mi culla nel tepore di braci sopite.
... e per una volta,
per un'unica volta nella vita,
avrei voglia di spezzarmi.
quasi perpendicolare.
Camminando su sentieri ghiacciati,
tra il vuoto e la parete,
con vestiti logori e stretti,
in mezzo a fiamme che di tanto in tanto riescono ancora a lambirmi.
Ancora una volta, il mio miglior amico è il silenzio
che con il suo frastuono
mi culla nel tepore di braci sopite.
... e per una volta,
per un'unica volta nella vita,
avrei voglia di spezzarmi.
martedì 17 novembre 2009
E' attrito di primo distacco,
sempre avuto difficoltà a superarlo,
sei lì, che tutto è pronto, l'esercito schierato,
le armi oliate, lucide, scintillanti.
Posso quasi immaginarmi, sulla sommità della collina
a contemplare la grandezza e a gustare la potenza di quello che mi fa vibrare le mani,
il fremito che percorre gli uomini,
l'elettricità che rende densa l'aria.
... e non è la paura di cadere,
o il credere di non essere capaci di rialzarsi...
piuttosto una forma di pigrizia,
la perdita dell'abitudine,
il semplice lasciarsi trasportare dai giorni,
senza la voglia di prendere le redini,
fissare lo sguardo ed iniziare la Guerra.
sempre avuto difficoltà a superarlo,
sei lì, che tutto è pronto, l'esercito schierato,
le armi oliate, lucide, scintillanti.
Posso quasi immaginarmi, sulla sommità della collina
a contemplare la grandezza e a gustare la potenza di quello che mi fa vibrare le mani,
il fremito che percorre gli uomini,
l'elettricità che rende densa l'aria.
... e non è la paura di cadere,
o il credere di non essere capaci di rialzarsi...
piuttosto una forma di pigrizia,
la perdita dell'abitudine,
il semplice lasciarsi trasportare dai giorni,
senza la voglia di prendere le redini,
fissare lo sguardo ed iniziare la Guerra.
venerdì 13 novembre 2009
mercoledì 11 novembre 2009
Sotto un nuovo cielo,
mi lascio prendere da questa sensazione agrodolce,
mescolanza di presente, passato e futuro.
Mi prendono a schiaffi le note,
mentre penso che io no,
no, non sono capace di cancellare tutto,
che ogni cosa me la tengo stretta,
gridando che mi appartiene,
dolore e piacere,
bacio o sberla,
me li tengo stretti,
ogni sguardo, voluto, negato, sentito od improvvisato,
mi brucia dentro,
ad alimentare questo e mille altri mondi.
Stasera mi soffermo,
sogni, sofferenza, solitudine, arroganza, musica, birra, e percezione.
Tra pensieri e delinquenti,
tra pirati e parole,
io sono qui,
un po' triste ed un po' felice,
trepidante di domani perfetti.
Mi riscuoto,
sbatto a terra ancora una manciata di parole,
le calpesto,
bestemmio,
rido,
una sigaretta,
un ultimo bicchiere,
mentre gli ultimi bassi mi accarezzano,
penso...
... ma ora smetto,
prometto,
e poi a dormire,
ed a sognare...
... ancora.
mi lascio prendere da questa sensazione agrodolce,
mescolanza di presente, passato e futuro.
Mi prendono a schiaffi le note,
mentre penso che io no,
no, non sono capace di cancellare tutto,
che ogni cosa me la tengo stretta,
gridando che mi appartiene,
dolore e piacere,
bacio o sberla,
me li tengo stretti,
ogni sguardo, voluto, negato, sentito od improvvisato,
mi brucia dentro,
ad alimentare questo e mille altri mondi.
Stasera mi soffermo,
sogni, sofferenza, solitudine, arroganza, musica, birra, e percezione.
Tra pensieri e delinquenti,
tra pirati e parole,
io sono qui,
un po' triste ed un po' felice,
trepidante di domani perfetti.
Mi riscuoto,
sbatto a terra ancora una manciata di parole,
le calpesto,
bestemmio,
rido,
una sigaretta,
un ultimo bicchiere,
mentre gli ultimi bassi mi accarezzano,
penso...
... ma ora smetto,
prometto,
e poi a dormire,
ed a sognare...
... ancora.
lunedì 9 novembre 2009
martedì 3 novembre 2009
Solo cinque minuti,
in silenzio.
Sfogliando vecchie parole e vecchie sensazioni,
con il sapore agrodolce dei sogni che questa mattina si sono attardati alla soglia.
Accarezzo con una punta di cinismo le immagini che Morfeo mi ha regalato,
chiedendomi se di tanto in tanto, anche tu non veda quello che vedo io.
...
Mi passi accanto,
sento il muro di ghiaccio che ci divide, farfugliamo pensieri, sputando un mugugno tra i denti,
come a lanciarci fulmini, ci scambiamo un'occhiata, un po' curiosa ed un po' rancorosa.
Ci prendiamo le nostre licenze dall'alto di questi piedistalli di cristallo, recitando la parte degli indifferenti,
dei superiori e dei perfetti.
...
La mia mano che cala su di te, nella sensazione perfetta di una fisicità andata a buon fine.
Sorrido ancora una volta quella smorfia fatta di mille coltelli, rendendomi conto che oramai che sono inviaggio da così tanto tempo, tante cose che sono state, hanno finalmente trovato il loro posto e che molte di quelle sensazioni e di quelle parole non erano vere e che molte altre, invece lo erano.
Salgo sul ponte della mia esistenza,
fiero ed acciaccato,
scruto l'orizzonte,
e laggiù,
vicino lontano
quasi mi sembra di scorgere la sottile linea tracciata dalla terra,
non so se quello sia un porto,
ma di sicuro è tempo di tornare a casa.
in silenzio.
Sfogliando vecchie parole e vecchie sensazioni,
con il sapore agrodolce dei sogni che questa mattina si sono attardati alla soglia.
Accarezzo con una punta di cinismo le immagini che Morfeo mi ha regalato,
chiedendomi se di tanto in tanto, anche tu non veda quello che vedo io.
...
Mi passi accanto,
sento il muro di ghiaccio che ci divide, farfugliamo pensieri, sputando un mugugno tra i denti,
come a lanciarci fulmini, ci scambiamo un'occhiata, un po' curiosa ed un po' rancorosa.
Ci prendiamo le nostre licenze dall'alto di questi piedistalli di cristallo, recitando la parte degli indifferenti,
dei superiori e dei perfetti.
...
La mia mano che cala su di te, nella sensazione perfetta di una fisicità andata a buon fine.
Sorrido ancora una volta quella smorfia fatta di mille coltelli, rendendomi conto che oramai che sono inviaggio da così tanto tempo, tante cose che sono state, hanno finalmente trovato il loro posto e che molte di quelle sensazioni e di quelle parole non erano vere e che molte altre, invece lo erano.
Salgo sul ponte della mia esistenza,
fiero ed acciaccato,
scruto l'orizzonte,
e laggiù,
vicino lontano
quasi mi sembra di scorgere la sottile linea tracciata dalla terra,
non so se quello sia un porto,
ma di sicuro è tempo di tornare a casa.
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